La mostra si chiude, la ricerca continua
L’11 settembre 2026 si è chiusa la prima tappa della mostra «La Milano di Rocco e i suoi fratelli».
Per una settimana, in via Birago 2, molte persone si sono fermate davanti alle fotografie. Alcune sono passate per caso, altre sono tornate più volte. Qualcuno ha riconosciuto un volto, una strada, una storia. E molti hanno iniziato a raccontarci la propria.
È da qui che vogliamo ripartire.
Incontrare le persone, ascoltare i loro racconti e raccogliere fotografie, documenti e memorie: questo è il nucleo della ricerca che vogliamo portare avanti nel quartiere.
Quello che chiediamo a questi racconti non è di restituirci una realtà “più vera” di quella di Visconti. Vogliamo invece farli dialogare col film, perché racchiudono al loro interno una possibilità di conoscenza, un incontro con biografie e storie di vita che è importante tornare a conoscere, come avvenne tra gli anni ‘50 e ‘60 in Italia, quando si aprì il grande cantiere dell’inchiesta sociale: nacquero le prime ricerche italiane “sul campo”, raccogliendo materiale tramite registrazioni sonore, fotografie, riprese cinematografiche, che avevano nessi profondi con tutti i dibattiti culturali dell’epoca, per esempio quelli sul realismo e sul cinema neorealista, così come sulla letteratura meridionalista, la ricerca sul folklore, e sulle forme espressive delle classi popolari; le vite di contadini e braccianti, operai e lavoratori immigrati, disoccupati e venditori ambulanti, divennero non solo oggetto di inchiesta, ma si videro dedicare intere monografie, con al centro le proprie esperienze, bisogni e problemi.
Ed era stato proprio Rocco Scotellaro, a cui idealmente Visconti dedicò il film, ad essere uno dei protagonisti di quella stagione. Confrontarsi con lo sguardo di Visconti, per raccontare com’è Milano oggi, vuol dire per noi raccogliere anche la sfida che ci pongono oggi tutte quelle esperienze culturali, politiche e sociali.
Le fotografie, i testi e le audiodescrizioni della mostra restano online. Da qui ripartiremo.






